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I gioielli Etruschi
 [I gioielli etruschi di Luna Nuova]
    [L’affascinante civiltà degli Etruschi]
       [Brevi note sugli Etruschi]


  I GIOIELLI ETRUSCHI DI LUNA NUOVA

Gioielli in oro e argento, delicati e leggeri, spesso decorati con ambra e interamente realizzati a mano da abili artigiani: sono le riproduzioni di gioielli etruschi del periodo più antico, quello della Civiltà Villanoviana.

Punto di partenza è il disegno che nasce dall’attenta osservazione dei monili originali, con una cura e una precisione che può arrivare a riprodurre esattamente dimensione e peso. Questi gioielli di oro e argento, spesso decorati con ambra proveniente come allora dal mar Baltico, nascono con la tecnica della fusione a cera persa.

Il gioiello viene modellato in cera e la precisione deve essere massima per monili così elaborati. Sul modello in cera si prepara quindi il calco in gesso. Poi in un forno a 800 gradi si scioglie la cera e nel gesso rimane l’impronta nella quale viene colato il metallo. Tutto il lavoro per realizzare un prototipo richiede diversi giorni.

La lavorazione L’idea di realizzare fedeli e accurate riproduzioni dei gioielli in oro, argento e ambra ritrovati recentemente nelle tombe dei principi etruschi di Verucchio, è di un orafo romagnolo, Emilio Semprini, nato a Verucchio, che ha fatto della sua professione una passione.

"Ho sempre amato questo lavoro, - dice - mi piace trovare idee nuove, lasciare spazio alla creatività. Vent’anni fa ho aperto insieme ad altri artigiani orafi un laboratorio di oreficeria fine. Quando alcuni anni fa sono stati rinvenuti degli splendidi monili villanoviani proprio a Verucchio ho voluto provare a riprodurli. Il nostro laboratorio si è messo all’opera e il risultato è stato di grande soddisfazione. Così ho deciso insieme a mia moglie di aprire un piccolo negozio, che abbiamo chiamato L'OROORIGINE, nella piazza del paese; oggi è frequentato da appassionati e da amatori alla ricerca delle esclusive e originali riproduzioni dell’arte orafa etrusca".

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  L’AFFASCINANTE CIVILTÀ DEGLI ETRUSCHI

Una statuaSarà il fascino enigmatico dei volti che ci guardano dalle pitture delle tombe e dai vasi; o la massa ciclopica della mura, che sembrano custodire ancora oggi chissà quale mistero; o la leggenda delle loro origini e l’enigma a lungo ritenuto senza soluzione della loro lingua. Forse per questi motivi, fra i tanti popoli che ci hanno lasciato testimonianza del loro passaggio nella storia, gli Etruschi godono di un posto particolare nell’immaginario collettivo. Tanto fascino non è conseguenza di una moda passeggera, dovuta a qualche avvenimento di attualità o a qualche evento del mondo dello spettacolo; da secoli gente di ogni provenienza non sa sottrarsi alla seduzione esercitata da questo popolo scomparso. Se ci si chiede il perchè, la risposta non sembra semplice; in realtà gli Etruschi non sono presenti in nessun Guinness dei primati per qualcosa che possa vantare il titolo di più grande, più alto, più antico, più prezioso e così via. Ma forse il segreto è proprio in questa assenza di una vistosa singolarità o di uno speciale motivo di attrazione.

Quel che rende così suadente il richiamo esercitato dagli Etruschi è il senso di un felice e sottile equilibrio in tutto: furono splendidi perchè seppero comporre in una misura solare le luci e le ombre della loro esistenza. Quel che ci hanno lasciato parla di una società dove sobrietà ed eccesso, crudeltà e gentilezza, gioia e terrore si mescolavano e si compensavano.
Non fondarono un impero, non imposero il loro dominio su grandi spazi nè per un lungo periodo di tempo, forse proprio perchè la splendida misura della loro arte di vivere non prevedeva alcun gigantismo, non tollerava una crescita esponenziale. E quando il miracoloso equilibrio si ruppe non riuscirono ad adattarsi, a trovare un modo di sopravvivere. Essi scomparvero come popolo, senza immolarsi in una disperata resistenza o senza tentare un’epica fuga. Si dispersero così, senza andarsene da nessuna parte; il loro ciclo si era concluso. La memoria del loro splendore resta affidata a quello che un paziente lavoro è andato scoprendo e continua a scoprire.

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  BREVI NOTE SUGLI ETRUSCHI

Se guardiamo rapidamente il resto del mondo nei secoli in cui si sviluppa la civiltà etrusca, potremo vedere lungo il corso del Nilo le Piramidi già vecchie di più di mille anni, mentre in Cina la costruzione della Grande Muraglia inizierà solo alla fine dell’epoca etrusca.Una statua
In Messico gli Olmechi hanno appena scolpito le gigantesche teste di pietra e la Grecia, avversaria degli Etruschi sul mare e nei commerci, vive la sua Età dell’Oro. Mentre gli Etruschi vivono il loro periodo di maggiore splendore, in Cina e in India nascono Confucio e Buddha.

La storia degli Etruschi, l’affermarsi della loro cultura, lo sviluppo politico, economico e artistico, e infine il declino, si possono situare all’interno dell’Età del Ferro in Europa, fra il IX e il III secolo a.C. La civiltà etrusca si sviluppò principalmente nell’attuale Toscana e nell’alto Lazio; nel periodo di maggiore potenza la sua influenza si estese a Nord su parte della pianura padana e a Sud fino alla Campania.

Anche Roma, che di lì a poco sarebbe diventata la protagonista della storia del bacino del Mediterraneo per molti secoli, dovette subire per un certo tempo il dominio etrusco. L’origine del popolo etrusco non è ancora completamente chiarita.

Secondo il greco Erodoto sarebbero giunti in Italia dall'Asia Minore, secondo altri proverrebbero dall’Europa centrale; secondo gli studi più recenti la nazione etrusca si sarebbe formata in Italia mediante la graduale e reciproca assimilazione di genti abitanti fra i fiumi Arno e Tevere sovrapponendosi alla precedente Cultura Villanoviana.

Gli Etruschi furono una grande potenza marinara ed ebbero relazioni con tutte le culture presenti nel bacino del Mediterraneo; essi assimilarono quindi, nell’elaborazione della loro civiltà, elementi diversi: italici, orientali (siriani ed egizi), greci.
La presenza degli Etruschi nella valle del Po risale all’inizio del IX secolo a.C. e giunge fino alla Romagna.

Verucchio, a 15 Km da Rimini, è uno dei due centri in cui fiorisce la Cultura Villanoviana. Numerosi reperti risalenti a quell’epoca sono oggi conservati nel museo di Verucchio ed in quello di Bologna.

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